giovedì 26 giugno 2014

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio



L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio è l’ultimo libro di Murakami Haruki, da poco uscito in Italia, narra di un amicizia tra un gruppo di cinque ragazzi, un amicizia di quelle pure e totali come solo negli anni dell’adolescenza possono esserci, un giorno, quando è al secondo anno di università Tazaki riceve una telefonata dai suoi amici che gli dicono di non cercarli più, da qui inizia un percorso di morte e rinascita dello stesso Tsukuru, che dopo quell’episodio è caduto in un periodo di depressione da qui riesce ad uscire dopo sei mesi, ma si ritroverà profondamente cambiato. Tsukuro però continuerà a portarsi dietro la ferita che gli hanno inferto i suoi amici, che gli impedisce di andare avanti veramente con la propria vita.
I quattro amici di Tsukuru avevano tutti la peculiarità di avere un colore nel nome, solo il nome del protagonista non ha nessun colore, da qui la definizione incolore, ma questa definizione ha un significato più profondo, poiché il protagonista sente di non avere un colore dentro di sé, si sente una persona piatta, banale, uno che non ha niente da dare agli altri e neppure a se stesso, se all’apparenza è un professionista scapolo di trentasei anni con un lavoro che lo soddisfa, dentro di sé sente un profondo vuoto e una grande infelicità, continua a interrogarsi sul senso delle amicizie perdute, sente che tutti intorno a lui finiscono per abbandonarlo. Il romanzo all’inizio procede per due piani paralleli di scrittura, da una parte il presente, in cui Tsukuru ha trentasei anni, si alterna con la narrazione del passato, degli anni di università di Tsukuru, in cui viene narrata un’altra storia di amicizia finita anche questa nel nulla senza un perché e senza una spiegazione.
Una ragazza che frequenta il protagonista, Sara, lo esorta a far luce su gli eventi di molti anni prima e scoprire le ragioni che hanno portato i suoi amici a espellerlo dal gruppo, da qui inizia il suo pellegrinaggio alla ricerca dei vecchi amici, che lo porterà fino in Finlandia alla scoperta di una tragedia avvenuta anni prima.
Il pellegrinaggio del titolo è soprattutto un viaggio interiore, è ricerca di un senso della vita, di una identità e di un equilibrio interiore ormai perduto, di una risposta a tanti anni di solitudine, ricerca di un’apertura al mondo e alla possibilità di essere felice.

Il romanzo alterna la realtà a visioni oniriche ed è permeato da un ricco simbolismo, come in tutti i romanzi di Murakami è presente e ricorrente un tema musicale, si tratta del Mal du pays di Franz Liszt, da Anni di pellegrinaggio, Première anée: Suisse che evoca la tristezza senza ragione che il paesaggio infonde nel cuore degli uomini




Intervista ad Antonietta Pastore, traduttrice italiana del libro

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